L di Lavoro nero

ABBECEGHETTO. DALLA “A” DI AMORE ALLA “U” DI UNIONE, SCHEGGE SONORE DAL GRAN GHETTO DI RIGNANO GARGANICO.

Durante la raccolta del pomodoro la quasi totalità dei braccianti viene impiegata in nero, senza alcun contratto. Il pagamento è a cottimo: circa 3,50 € per ogni cassone da 300 Kg di pomodori riempito. Questo modello, che viene applicato anche ai tantissimi immigrati regolari, fa risparmiare migliaia e migliaia di euro ai datori di lavoro ed è reso possibile grazie all’assenza di controlli sul campo da parte di forze dell’ordine e ispettorato al lavoro.

«Dall’altra parte c’è il problema del lavoro nero, abbiamo sentito durante il nostro programma che molto di questi lavoratori, il 90 per cento dei lavoratori lavora in nero. Lavorare in nero significa non avere contratti di lavoro, quindi significa non avere il permesso di soggiorno, quindi significa diventare tra virgolette irregolari sul erritorio italiano. 
Ci sono migliaia di persone col permesso di soggiorno qui, vogliono lavorare come tutti i cittadini, vogliono contriubuire bene ma non hanno avuto i contratti. Ci sono tante persone con i documenti, regolari, come me, ho tutti i documenti regolari ma quando sono arrivato qui non ho mai avuto un contratto di lavoro; ho solo avuto un contratto finto che ho rifiutato di firmare».

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