A di Appello. 3’41” di Radio Ghetto

ABBECEGHETTO. DALLA “A” DI AMORE ALLA “U” DI UNIONE, SCHEGGE SONORE DAL GRAN GHETTO DI RIGNANO GARGANICO.

La radio è un luogo di incontro, dove ascoltare musica, parlare e poter fare appello a un senso di comunità sui temi che questa comunità vive sulla propria pelle. Il documento è il primo pensiero di ogni migrante che mette piede in Europa; da questo dipende gran parte della possiblità di una situazione umana dignitosa, e la “speranza” di una situazione lavorativa riconosciuta.

«Siamo qua al ghetto e dobbiamo trattare questo problema ma senza scordarci il problema che c’è anche nei Centri d’Accoglienza.  Qua siamo trattati male, bisogna avere i documenti perché senza documenti non c’è garanzia per la persona. Si tende a pensare che tanti migranti qui in Italia vogliono i documenti per poi andare casa, o per ricongiungersi con i parenti. Ma i documenti servono per la garanzia della persona; è molto importante quindi organizzarsi, e voglio lanciare un appello a tutti gli abitanti del ghetto: organizzarsi per trovare un momento in cui si parli, si combatta e si parli di queste condizioni di lavoro. Per la dignità della persona»

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New Ghettos, New Radio, New Activists! Chiamata volontari Radio Ghetto 2017

ITA
Radio Ghetto è un progetto di radio partecipata nata e cresciuta con i braccianti del Gran Ghetto di Rignano Garganico. Dopo lo sgombero, per un Gran Ghetto che c’era, tanti piccoli ne sono nati. Dopo cinque anni di attività anche Radio Ghetto cambia casa e forma. Dal 24 Luglio all’8 Settembre la nuova stazione mobile di Radio Ghetto diventerà uno strumento a disposizione degli abitanti dei ghetti di Borgo Mezzanone (FG): Il Ghetto della Pista, il Ghetto Bulgaro, il C.A.R.A., il borgo rurale.

Radio Ghetto continuerà a parlare dello sfruttamento lavorativo subito da chi ogni estate lavora nei campi di pomodoro, ma presterà nuova attenzione alle molte forme di isolamento vissute nelle campagne pugliesi. Non solo notizie radio, ma indagini partecipate, attività per grandi e bambini, e tanta, tanta musica. “Se il ghetto ci isola, la radio ci unisce” sarà un motto quanto mai vero nella stagione a venire.

Radio Ghetto non è alla ricerca di perfetti/e radioamatori/trici o speaker ma di persone curiose di scoprire e confrontarsi con una realtà poco conosciuta o strumentalizzata come quella dei ghetti. Radio Ghetto cerca, in particolare, persone con competenze e voglia di ideare e realizzare nuovi progetti sul territorio. Educatori, mediatori culturali, ricercatori, avvocati di strada, musicisti e dj: se avete voglia di dedicare una settimana delle vostre più o meno precarie vacanze e dare un contributo alla realtà di Radio Ghetto, scrivete a: radioghetto.vocilibere@gmail.com inserendo come oggetto Chiamata volontari 2017″ e raccontandoci brevemente chi siete.

A inizio Luglio ci incontreremo a Borgo Mezzanone e progetteremo insieme le attività della prossima stagione.


ENG
Radio Ghetto is a participatory radio project that was created together with the day labourers living in the Gran Ghetto di Rignano Garganico. The Ghetto, however, was destroyed by police this March, and many smaller ones developed. So Radio Ghetto now changes home and form. From July 24 to September 8, the new mobile station of Radio Ghetto will become a tool for the inhabitants of the many ghettos of Borgo Mezzanone (Foggia): the Ghetto of the “Runway”, the Bulgarian Ghetto, the C.A.R.A. (center for asylum seekers), and the town of Borgo itself, a kind of rural ghetto.

Radio Ghetto will continue to speak about labour exploitation suffered by those who come to work in the tomato fields every summer, but it will also give new attention to all the different forms of isolation in the Apulian countryside. We’ll create not only radio programs, but participatory investigations, activities for adults and children, and lots of music. “If the ghetto is isolating, then the radio unites us” will be an even more accurate motto for the upcoming season.

Radio Ghetto does not seek perfect radio operators or speakers, but people curious to discover and interact with a little-known reality like those of the ghettos. Radio Ghetto seeks, in particular, people with the ability and desire to imagine and bring to life new projects in the territory. Educators, cultural mediators, researchers, lawyers, musicians and Djs: if you want to dedicate a week of your vacations to the work of Radio Ghetto, write us at: radioghetto.vocilibere@gmail.com with subject as Call for volunteers 2017″. Just tell us a little bit about yourself.

At the beginning of July we’ll all meet in Borgo Mezzanone to plan this season’s activities together. Soon we’ll have the exact dates.


FRA
Radio Ghetto est un projet de radio participative qui est née et s’est développée avec les ouvriers du Grand Ghetto de Rignano Garganico. Après l’expulsion, pour un Grand Ghetto qui existait, beaucoup de petits ghettos sont nés. Après cinq années d’activité, Radio Ghetto change aussi de maison et de forme. Du 24 Juillet à 8 Septembre la nouvelle station mobile de Radio Ghetto deviendra un outil à la disposition des habitants des ghettos de Borgo Mezzanone (FG): Le Ghetto de la patinoire, le ghetto bulgare, le C.A.R.A., le village rural.

Radio Ghetto continuera de parler de l’exploitation du travail subi par ceux qui, chaque été, travaillent dans les champs de tomates, mais portera l’attention aux nouvelles formes d’isolement vécues dans les campagnes des Pouilles. La radio ne se penchera pas seulement à donner des informations, mais participera à des enquêtes, à des activités adultes et enfants, et beaucoup de musique. « Si le ghetto nous isole, la radio nous unit » est une devise d’autant plus vraie dans la saison à venir.

Radio Ghetto n’est pas à la recherche de radioamateurs/amatrices parfaits/es ou de speaker, mais de personnes curieuses de découvrir et de faire face à une réalité peu connue ou instrumentalisée comme celle des ghettos. Radio Ghetto cherche, en particulier, des personnes ayant des compétences et le désir de concevoir et de mettre en œuvre de nouveaux projets sur le territoire. Educateurs, médiateurs culturels, chercheurs, avocats de la rue, musiciens et DJ: si vous voulez passer une semaine de vacances plus ou moins précaire et contribuer à la réalité de Radio Ghetto, écrivez à: radioghetto.vocilibere@gmail.com écrivant comme objet “Appel bénévoles 2017” et nous dire brièvement qui vous êtes.

Au début de Juillet, nous nous rencontrerons à Borgo Mezzanone et concevrons ensemble les activités de la saison à venir.

L di Lavoro nero

ABBECEGHETTO. DALLA “A” DI AMORE ALLA “U” DI UNIONE, SCHEGGE SONORE DAL GRAN GHETTO DI RIGNANO GARGANICO.

Durante la raccolta del pomodoro la quasi totalità dei braccianti viene impiegata in nero, senza alcun contratto. Il pagamento è a cottimo: circa 3,50 € per ogni cassone da 300 Kg di pomodori riempito. Questo modello, che viene applicato anche ai tantissimi immigrati regolari, fa risparmiare migliaia e migliaia di euro ai datori di lavoro ed è reso possibile grazie all’assenza di controlli sul campo da parte di forze dell’ordine e ispettorato al lavoro.

«Dall’altra parte c’è il problema del lavoro nero, abbiamo sentito durante il nostro programma che molto di questi lavoratori, il 90 per cento dei lavoratori lavora in nero. Lavorare in nero significa non avere contratti di lavoro, quindi significa non avere il permesso di soggiorno, quindi significa diventare tra virgolette irregolari sul erritorio italiano. 
Ci sono migliaia di persone col permesso di soggiorno qui, vogliono lavorare come tutti i cittadini, vogliono contriubuire bene ma non hanno avuto i contratti. Ci sono tante persone con i documenti, regolari, come me, ho tutti i documenti regolari ma quando sono arrivato qui non ho mai avuto un contratto di lavoro; ho solo avuto un contratto finto che ho rifiutato di firmare».

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“O” di Occidentali

ABBECEGHETTO. DALLA “A” DI AMORE ALLA “U” DI UNIONE, SCHEGGE SONORE DAL GRAN GHETTO DI RIGNANO GARGANICO.

Da luglio a settembre Radio Ghetto accende i suoi microfoni tra le baracche del Gran Ghetto e le sue trasmissioni sono l’occasione per discutere delle condizioni di vita e di impiego nelle campagne, per ascoltare musica e radio-giornali, per condividere pensieri sul proprio percorso migratorio e sulla vita quotidiana in Italia. In occidente.

«Io penso che non bisogna solamente cercare di educare, di cambiare la mentalità degli africani qua, ma bisogna anche educare voi occidentali. In primis togliere nella vostra mente l’idea di superiorità, perché secondo me gli occidentali sono malati di pensare che sono superiori agli altri: questo è il primo punto. Il secondo punto è: educare gli occidentali perché tu Luca oggi se qua, Giulia oggi è qua, è italiana, Jack è americano, Ana è spagnola, Nichol è italiana, però il problema qual è: è che voi che siete qua, che vivete quello che succede qua, quando arrivate in cima sembra che il cervello ha cambiato di posto e non è più nella testa ma si trova sotto i piedi, diventate come quelli che cercano sempre di sfruttare gli altri, vi corrompete da soli. Per cui anche voi quando arriverete in cima, pensate che una volta nella vostra vita siete stati in un posto dove c’erano persone che avevano bisogno e quindi non siate corrotti come quelli che già vivono nel sistema, ma cercate di rompere il sistema, anche se questo vale a lasciare la vita e non so se tutti sono pronti a lasciare la vita per una causa importante e buona però io lo sono. Per cui anche voi che vivete queste condizioni lo sapete che è difficile, quando siete lì in alto non scordatevi che qua ci sono persone che hanno bisogno, pensateci, che veramente è importante perché siete voi stessi che siete qua, e altri che vengono qua a fare turismo a fare le foto ma quando tornano in città rimangono sempre gli stessi anzi aiutano il sistema a andare sempre avanti e quindi anche voi avete bisogno di essere educati, per cambiare le cose quando sarete in cima»

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“U” di ‘volevamo braccia ma vennero Uomini’

ABBECEGHETTO. DALLA “A” DI AMORE ALLA “U” DI UNIONE, SCHEGGE SONORE DAL GRAN GHETTO DI RIGNANO GARGANICO.

Il telefono di Radio Ghetto mette in collegamento i braccianti con il resto del mondo, grazie a questo strumento chiunque può contattare la radio e rompere l’isolamento nel quale il Gran Ghetto è recluso. In questo frammento Toni Ricciardi, storico delle migrazioni presso l’Università di Ginevra, riprende la storica frase di Max Frisch.

«L’accezione di ghetto non è solo vivere in condizioni disumane spinte all’eccesso, il ghetto è una forma mentis, una questione mentale. Mi viene da citare una frase di Max Frisch molto citata quando si parla delle migrazioni italiane in Svizzera che negli anni sessanta disse “volevamo braccia ma vennero uomini” e allora questa è forse la sintesi perfetta per risponderle. Quando si immagina la forza lavoro, le braccia che servono all’economia, alla produzione eccetera, non sono solo braccia. Dietro le braccia ci sono donne, uomini, sentimenti, umanità, difficoltà che andrebbero comprese e se le comprendiamo e le gestiamo vivranno meglio queste persone e probabilmente vivremo meglio anche noi. Perché fin quando nella produzione dei pomodori conservi il “ghetto” stai deprezzando un prodotto, stai sottovalutando economicamente un settore di produzione, è un cane che si morde la coda».
«Noi vogliamo ricordarvi che stiamo in diretta con lo studioso Ton Ricciardi che ci sta spiegando il tema della emigrazione italiana per lavorare sul ghiacciaio del Mattmark».

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“N” di Non siamo qui per mangiare ma per essere liberi

ABBECEGHETTO. DALLA “A” DI AMORE ALLA “U” DI UNIONE, SCHEGGE SONORE DAL GRAN GHETTO DI RIGNANO GARGANICO.

La scelta, il vivere in un ghetto, il lavoro in nero. Perché così tanti uomini decidono di venire in Italia? Tra una canzone e l’altra, tra una chiacchierata e una discussione sulle condizioni di vita dei lavoratori impegnati nelle campagne, arriva, in francese, una risposta.

«Tu pensi davvero che noi siamo qui per questi trecento euro che ci danno? Tu scambieresti la tua libertà per  questo? Noi non siamo venuti qua per mangiare o per prendere la pasta ma siamo venuti per un’idea (…) Non siamo qua per mangiare ma siamo qua per essere liberi, non è la pasta che cambia ma è la libertà che cambia»

M di Malcolm X. 1’11” di Radio Ghetto

ABBECEGHETTO. DALLA “A” DI AMORE ALLA “U” DI UNIONE, SCHEGGE SONORE DAL GRAN GHETTO DI RIGNANO GARGANICO.

C’è una domanda ricorrente nelle trasmissioni di Radio Ghetto: chi deve cambiare la situazione delle campagne lavorando per estirpare la condizione di sfruttamento esistente? Lo stato italiano o i braccianti?
In questo estratto la risposta si tenta di trovarla nelle parole e nei ragionamenti di Malcom X.

«Vorrei dire una cosa . C’è un grandissimo militante, leader, afroamericano che si chiama Malcolm X che ha detto se il lavoratore, o meglio, se il povero, o meglio, lo schiavo aspetta che il padrone cambia la sua situazione…non cambierà mai! Per cui, quello che dice Samah è bello, è lo Stato Italiano che deve cambiare le leggi però dobbiamo essere noi a forzare lo Stato Italiano a cambiare le leggi, perché finché noi non cercheremo di organizzarci, di metterci insieme di unirci e creare una forza veramente potentissima per far capire allo Stato Italiano che noi non siamo persone senza cultura, non siamo persone con il cervello vuoto, e che noi vogliamo cambiare la nostra situazione, lo Stato Italiano non si muoverà mai!»

 

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Vodi dal Gran Ghetto su Yes We Radio

Il programma Book Sound ha ospitato nella puntata “Voci dal Gran Ghetto” l’esperienza di Radio Ghetto e dei campi pugliesi.

Yes We Radio è un radio allestita nei Laboratori Urbani G.lan di Noci – in provincia di Bari – e approdata in una vera e propria sede in via Pozzo Epifani, 16. Il programma Book Sound ha ospitato nella puntata “Voci dal Gran Ghetto” l’esperienza di Radio Ghetto e dei campi pugliesi.

“Sono nata il 21 a primavera ma non sapevo che nascere folle, aprire le zolle, potesse scatenare tempesta” Alda Merini

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